• L'Olinda
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Frantoio L'Olinda


Il frantoio aziendale è l’ultimo, importante investimento. Così come nell’allevamento, per garantire la più alta qualità e offrire il massimo delle garanzie al consumatore, è indispensabile controllare l’intera filiera produttiva. La molitura delle olive è uno dei passaggi fondamentali per il quale, puntando al top della qualità, non è pensabile dipendere da scelte altrui.

A San Marcello, al centro dell’uliveto, è stata costruita una struttura di quasi 300 metri quadrati. Oltre al frantoio vero e proprio (cioè il locale dove avviene l’estrazione dell’olio) è stata realizzata una sala per la defogliazione e il lavaggio delle olive, un ambiente climatizzato per la conservazione dell’olio (in serbatoi di acciaio inox, sotto azoto), un’ampia e accogliente sala degustazione con una intera parete a vetri che consente la completa visione delle fasi di lavorazione e infine un deposito per attrezzi e materiali necessari per la coltivazione.

La struttura è autosufficiente dal punto di vista energetico (è alimentata da un impianto fotovoltaico di 23 Kw) ed è stata realizzata una vasca per la raccolta dell’acqua piovana (circa 300 metri cubi) che nei periodi di siccità diventa una risorsa preziosa per la vigoria e la vita degli olivi.

Anche come scelta ambientale è stato acquistato un macchinario che consente di separare il nocciolino dalla sansa e quindi di recuperare la parte legnosa dell’oliva, cioè l’osso. In pratica si recupera oltre un terzo della materia di scarto che diventa una preziosa biomassa (anche per il suo alto potere calorico) per alimentare caldaie, stufe e bruciatori. La struttura è dotata di un complesso sistema di depurazione delle acque di lavorazione.

I nostri prodotti


Monovarietale di Leccino

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Il Contadino

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Monovarietale di Rosciola dei Colli Esini

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Monovarietale di Mignola

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Monovarietale di Raggia

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L'Olinda

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Che Olio!

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Storia
L’Afm è una giovane Azienda biologica, gestita da giovani, che hanno fatto una chiara scelta di vita. E’ nata nel 2003 come allevamento di selvaggina per il ripopolamento (fagiani, starne, coturnici e quaglie). Il “motore” è Luca che, dopo il Liceo, si è iscritto alla Facoltà di agraria e, da studente, ha cercato di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti.

L’Allevamento si trova a Jesi, in via Agraria 37, su un terreno di circa due ettari di proprietà della famiglia. L’Afm ha altri tre terreni di proprietà per un totale di quasi 26 ettari (tutti coltivati a olivi): il primo di circa 9 ettari a San Marcello, in contrada Serra; il secondo (11 ettari) a Jesi, in via Murri, a poca distanza dall’allevamento, il terzo sempre a Jesi (zona Tabano) di 5 ettari e mezzo.

Nel 2009 è stato fatto un ulteriore investimento per la realizzazione di un frantoio aziendale, proprio al centro dell’oliveto di San Marcello, che è entrato in funzione nell’ottobre del 2011.

Sia nell’allevamento, sia nella produzione di olio la strategia aziendale è quella di puntare al massimo della qualità con una particolare attenzione al rispetto dell’ambiente e alla tutela del paesaggio. L’obiettivo non è quello di fare grandi numeri, ma di offrire al consumatore un prodotto di altissimo livello a un giusto e corretto rapporto qualità-prezzo. Il target di riferimento è quindi un pubblico medio-alto.

L’allevamento
L’idea della selvaggina nasce da una curiosa storia familiare, una scelta occasionale, quasi emotiva. In realtà questo tipo di allevamento è tutt’altro che facile e ci sono voluti anni per costruire strutture efficienti, acquisire la necessaria esperienza e mettere a punto metodi di allevamento che andassero incontro alle esigenze del mercato e dei clienti privilegiati, cioè i cacciatori.

Per il ripopolamento servono animali che riescano subito ad adattarsi all’ambiente in cui sono immessi, che sappiano difendersi dai predatori e che si riproducano con facilità. L’Afm, inserita in uno dei più importanti contesti agricoli italiani (la Vallesina), cura direttamente l’intero ciclo riproduttivo. In anni di lavoro, attraverso una attenta e rigorosissima selezione degli animali, Luca è riuscito ad allevare un fagiano (oggi contraddistinto dal Marchio “Fagiano Italiano”) che risponde alle esigenze del mondo venatorio.

Sono stati realizzati grandi recinti dove i riproduttori vivono all’aperto. A novembre i maschi e le femmine selezionati per la riproduzione sono sistemati in apposite gabbie. Dal mese di febbraio, ogni settimana, si incubano 3.500-4.000 uova. A marzo la nascita dei primi pulcini. Lo svezzamento avviene in box coibentati e riscaldati. Dopo 60-70 giorni comincia l’alimentazione con granaglie e avviene la prima immissione all’aperto, nelle pre-voliere, dove gli animali cominciano ad avere il primo contatto con la terra, la vegetazione, piante e arbusti. Dopo qualche settimana sono liberati in grandi voliere, alte sette metri, dove ci sono alberi, ripari e fonti d’acqua. Allo stato brado i fagiani imparano a ripararsi sugli alberi e a compiere grandi voli.

L’obiettivo di questo sistema di allevamento è quello di creare un animale selvatico e non un “pollo da allevamento”. Ai cacciatori si propone un fagiano di altissima qualità, adattissimo per la riproduzione allo stato brado, ideale per la caccia. Gli animali, abituati a volare, a cercare acqua e cibo, riescono immediatamente ad adattarsi e a insediarsi nel territorio in cui sono immessi.

La specializzazione aziendale è sul fagiano, ma la Afm alleva anche starne, coturnici e quaglie, sia da volo che per uso alimentare. Quest’ultime (le quaglie da alimentazione) sono un’altra specializzazione: sono allevate a terra, su un tappeto di segatura depolverizzata, in grandi box coperti e alimentate con granaglie senza Ogm. A piena maturazione la quaglia arriva anche a 250 grammi. Cucinata secondo ricette suggerite dall’Azienda stessa, è saporita e gustosa.

L’Oliveto
Sette anni fa è stata fatta una precisa scelta di diversificazione aziendale. Su un terreno di proprietà a San Marcello, dove c’erano già un centinaio di ulivi di oltre mezzo secolo (Raggia, Mignola e Rosciola dei Colli Esini), è stato deciso di realizzare un oliveto specializzato, biologico, con i cultivar tipici del territorio (oltre a Leccino e Frantoio) per produrre oli monovarietali.

Oliveto “specializzato” vuol dire che a ciascuna fila di piante corrisponde un ben definito cultivar. In fase di raccolta sarà quindi possibile avere solo Raggia, oppure Mignola, Rosciola ecc. Anche qui si è puntato sulla scelta della qualità: il sesto d’impianto (cioè la distanza fra una pianta e l’altra) è di sette metri per otto; la distanza dalla strada è di oltre venti metri. La concimazione avviene solo con sostanza organica e, come prevede il disciplinare del biologico, nessun utilizzo di pesticidi o sostanze chimiche.

Più recentemente sono stati destinati interamente a oliveto anche gli altri terreno di proprietà aziendale, a Jesi, dove ci sono già oltre trecento olivi di circa vent’anni, quindi in piena produzione. Anche in questo caso si tratta di un impianto specializzato e sono state messe a dimora diverse altre particolari varietà (Coroncina, Orbetana, Carboncella, Piantone di Mogliano, Piantone di Falerone, Leccio del Corno, Maurino, Pendolino, Moraiolo, ecc.) che andranno ad arricchire la proposta di oli monovarietali.